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Premessa
Proprio per questo, nell'illustrazione del Progetto Gigliopoli, il nostro intento sarà anche quello di riuscire a far “calare” i lettori nel magico e variegato mondo del Circo, per trasmettere quelle sensazioni che noi stessi abbiamo vissuto e per tentare di far comprendere l'incredibile potenzialità educativa insita in queste attività.
Perché questa scelta? L' idea fondante è stata quella di assumere il tema del Circo come punto di partenza per un lavoro creativo, armonico, formativo e dal fortissimo impatto socio-educativo. Il Circo rappresenta, infatti, una parte molto forte dell' immaginario socio-culturale nella quasi totalità dei paesi, sia occidentali che orientali, ed è uno dei mondi che racchiude e rappresenta l'universo di espressione simbolica dell'uomo.
Nel corso di questi due ultimi anni ci siamo resi conto che le abilità circensi costituiscono, davvero, una possibilità di percorso di crescita individuale e di gruppo, un invito a fortificare forza di volontà, rapidità, intuizione, sensibilità sia tattile che espressiva, ed una spinta al lavoro collettivo, collaborativo. In più, il mondo del Circo, e ancor più quello dei saltimbanchi, è sempre stato il luogo di incontro di differenti culture, dove la diversità è sempre stata sinonimo di patrimonio e non di chiusura. Non esistono abilità che non siano riconosciute come caratteristiche di alcuni popoli (ad es. l'acrobatica è cinese, il trapezio volante dei sud americani, il contorsionismo è mongolo…), ma che allo stesso tempo non siano state condivise da quei popoli con tutti gli altri: è il mondo in cui l'emigrare, il viaggiare e lo spostarsi sono dignitosamente e magicamente legati alla creatività.
Che chiedere di più ad un mondo così eterogeneo? Gli educatori, partendo proprio dalle tematiche del Circo che è insieme educazione fisica, teatro, musica, colori, gioia e tante altre emozioni, aiuteranno i ragazzi nel mettere a punto giochi e numeri, creando così un'atmosfera speciale: una specie di gioco, una sfida, una possibilità di confrontarsi con i propri limiti, ed un tentativo, perché no, di vedere il mondo con gli occhi di un bambino .
In questa situazione l'adulto non sarà più solo educatore o trainer, ma anche amico, aiutante, commentatore, sostenitore, guida, regista, modello e tante altre cose, pur conservando tutte le caratteristiche e le responsabilità di un educatore che lavora con bambini e ragazzi. Tutto questo fa in modo che anche il rapporto tra i bambini si sviluppi in modo speciale, perchè invece di combattersi imparano a lavorare insieme ed ad avere fiducia l'uno nell'altro, dal momento che fanno cose che nella vita quotidiana - cui sono abituati - potrebbero sembrare quantomeno “curiose”. I punti che sono alla base del valore pedagogico di questa attività sono:
Questo metodo ludico attiva e sviluppa da una parte abilità sociali (capacità ad interagire senza inibizione, accettazione dell'altro, capacità di collaborare per raggiungere obiettivi comuni), e dall'altro promuove lo sviluppo di competenze meno visibili ma ugualmente significative per una crescita sana ed equilibrata.
Visto, inoltre, l'interesse dei bambini manifestato durante gli incontri con gli operatori dell'Associazione V.I.P. (“Viviamo In Positivo”) quelle splendide persone che usano il loro tempo per rallegrare le corsie degli ospedali utilizzando il benefico aspetto terapeutico che la figura del clown riveste (“clown-terapia”), si continuerà a dare particolare evidenza anche allo studio della figura del Clown. Egli si occupa di tutto, cerca di essere tutto per avvicinarsi a tutti, vive della presenza degli altri e si nutre dell'emozione del mondo; affronta la vita attraverso un percorso parallelo, guardando le cose da angolazioni non considerate da nessuno, e questo è il segreto della sua magia. Il percorso di avvicinamento al clown darà agli educatori un'ulteriore possibilità di esplorare materie e metodi differenti: esercizi sull'emozione si abbinano a quelli d'ascolto sul gruppo, e con facilità si può passare al lavoro sullo stravolgimento della realtà, perché il clown è tutto questo ed anche oltre. In queste situazioni i ragazzi hanno la possibilità per una volta di non essere costretti a stare in silenzio ad ascoltare per poi eseguire i compiti giusti, ma di alzarsi e di parlare per fare liberamente la cosa “sbagliata”.
Nel corso delle attività invernali acrobazie ed evoluzioni rappresenteranno un altro aspetto di particolare rilievo. Nell'avvicendarsi degli allegri, ma allo stesso tempo impegnativi, pomeriggi trascorsi insieme, i bambini prepareranno le esibizioni che si susseguiranno nel corso di questa loro “stagione artistica” (ad esempio: “il Circo di Babbo Natale” o “il Carnevale Giocoloso”).
Osservando le numerose forme di comunicazione dei bambini, notiamo infatti che convivono sempre due aspetti: uno verbale, che si esprime attraverso il linguaggio, ed uno relazionale, dato dal tono dei gesti e dall' espressività corporea. Da qui l'importanza di incoraggiare la comunicazione attraverso il corpo, riconoscendo antiche forme di incontro con l'altro, la disponibilità ad abbandonarsi a trasmettere l'energia allo stato puro, energia che esprime ciò che semplicemente si è. I bambini saranno adeguatamente guidati ed assistiti nell'affrontare ogni nuovo esercizio per garantire loro la massima sicurezza da esperti di educazione motoria, che cureranno i loro allenamenti e li guideranno, in modo personalizzato, in questa ricerca della loro armonia corporea.
Oltre ad essere affascinati dai giochi semplici e dall'uso di oggetti colorati, per i bambini il divertimento consiste nell'esibizione ma, ancor più, nella preparazione dei loro personali “effetti speciali”. Da mettere in particolare rilievo sono i benefici che da esperienze del genere possono trarre i ragazzi diversabili (perlomeno in alcuni casi) ed i ragazzi problematici, con disturbi del comportamento o dell'apprendimento. Le abituali attività didattiche, infatti, creano malumore ed inibiscono il desiderio di imparare dei ragazzi problematici perché essi, invece di vedere confermate e valorizzate le loro capacità, potrebbero iniziare a sentire il “pericolo” di sbagliare o di non fare bene. Questa è una dinamica emotiva che non si manifesta, ad esempio, nella giocoleria, proprio per la natura del sistema di apprendimento: gli esercizi vengono illustrati sempre per gradi molto piccoli, i movimenti da ripetere sono semplici, ed è necessario essere molto chiari nella spiegazione di ogni gesto. Ad ogni bambino, a seconda delle proprie peculiarità, saranno fornite le adeguate informazioni che gli permetteranno subito di rendersi conto che ha compreso bene il messaggio, e quindi di eseguire dapprima i movimenti semplici ed in seguito ad integrarli nelle sequenze più complesse degli esercizi.
Nel corso delle attività accompagneremo i ragazzi per mano in questo mondo incantato, insegneremo giochi di facilissima esecuzione e costruzione e daremo loro le istruzioni necessarie per ripeterli con materiale di facilissima reperibilità e di basso costo (stoffa, colori, forbici, nastri, bottoni, bicchieri di plastica, cartoncini colorati, colla, ecc…). Progetteremo così, insieme a loro, i laboratori per la realizzazione di tutto quello che utilizzeranno nelle “performances”, dai trucchi agli abiti, dalle musiche alle scenografie, facendo in modo di stimolare la loro fantasia anche nell'ideazione e nella realizzazione degli eventi nei quali avranno quindi la possibilità di metterli in mostra. Visita la galleria fotografica!
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