Premessa

Alla luce dei sorprendenti risultati ottenuti con i bambini nello svolgimento di questo tipo di attività (laboratori nelle scuole, Colonie estive, ecc…), forti del riconoscimento come Scuola di Piccolo Circo ricevuto dell'Associazione “Giocolieri e Dintorni” (che allo stato attuale sta lavorando a livello Nazionale ed Internazionale per costituire la prima Federazione delle Scuole di Circo in Italia), ed ancora emozionati dalla straordinaria magia che i nostri piccoli allievi sono riusciti a creare nel corso della seconda edizione di Giglio Circus, abbiamo intenzione di continuare a mettere in pratica percorsi di formazione per bambini che coniughino abilità circensi e teatro con l'uso della propria corporeità in modo puro, espressivo, creativo.

Proprio per questo, nell'illustrazione del Progetto Gigliopoli, il nostro intento sarà anche quello di riuscire a far “calare” i lettori nel magico e variegato mondo del Circo, per trasmettere quelle sensazioni che noi stessi abbiamo vissuto e per tentare di far comprendere l'incredibile potenzialità educativa insita in queste attività.

Perché questa scelta?

L' idea fondante è stata quella di assumere il tema del Circo come punto di partenza per un lavoro creativo, armonico, formativo e dal fortissimo impatto socio-educativo.

Il Circo rappresenta, infatti, una parte molto forte dell' immaginario socio-culturale nella quasi totalità dei paesi, sia occidentali che orientali, ed è uno dei mondi che racchiude e rappresenta l'universo di espressione simbolica dell'uomo.

Da sempre tutte le abilità circensi sono state la sfida contro la forza di gravità e della natura tutta, sia che fossero gli oggetti (giocoleria) sia che fossero gli stessi corpi degli uomini (acrobatica, equilibrismo, abilità aeree) a lanciarla: e la sfida si è fatta sempre più interessante, per spettatori ed artisti, quanto più la si portava all'estremo delle possibilità umane.

Le attitudini cui le abilità circensi fanno appello appartengono certamente ad una sfera complessa ed articolata dell'espressione umana, una sfera che coinvolge contemporaneamente il corpo e la mente, in una modalità che unisce una grande intensità di sforzo e preparazione (tipica degli sport agonistici), una singolare capacità di concentrazione (comune a pratiche come lo yoga, il free climbing o il parapendio), un desiderio di realizzazione interiore (simile a quella di un sincero percorso teatrale).

Nel corso di questi due ultimi anni ci siamo resi conto che le abilità circensi costituiscono, davvero, una possibilità di percorso di crescita individuale e di gruppo, un invito a fortificare forza di volontà, rapidità, intuizione, sensibilità sia tattile che espressiva, ed una spinta al lavoro collettivo, collaborativo.

In più, il mondo del Circo, e ancor più quello dei saltimbanchi, è sempre stato il luogo di incontro di differenti culture, dove la diversità è sempre stata sinonimo di patrimonio e non di chiusura.

Non esistono abilità che non siano riconosciute come caratteristiche di alcuni popoli (ad es. l'acrobatica è cinese, il trapezio volante dei sud americani, il contorsionismo è mongolo…), ma che allo stesso tempo non siano state condivise da quei popoli con tutti gli altri: è il mondo in cui l'emigrare, il viaggiare e lo spostarsi sono dignitosamente e magicamente legati alla creatività.

E ancora, per quanto a volte incomprensibile, il mondo del Circo è un mondo fatto di rituali sociali, terminologie, metodologie molto precise, riconoscibili, trasmissibili da adulto a bambino.

Cosa, questa, che costituisce una fonte di indiscutibile riflessione in un mondo dove il rapido cambiamento delle tecnologie di trasmissione e comunicazione sta lentamente modificando le modalità di relazione sociale ed il senso stesso del sapere e della memoria.

Che chiedere di più ad un mondo così eterogeneo?

Gli educatori, partendo proprio dalle tematiche del Circo che è insieme educazione fisica, teatro, musica, colori, gioia e tante altre emozioni, aiuteranno i ragazzi nel mettere a punto giochi e numeri, creando così un'atmosfera speciale: una specie di gioco, una sfida, una possibilità di confrontarsi con i propri limiti, ed un tentativo, perché no, di vedere il mondo con gli occhi di un bambino .

E' realtà e gioco allo stesso tempo e noi scegliamo il percorso del “gioco e della fantasia”, un percorso che il bambino conosce bene perché fa parte del suo mondo.

In questa situazione l'adulto non sarà più solo educatore o trainer, ma anche amico, aiutante, commentatore, sostenitore, guida, regista, modello e tante altre cose, pur conservando tutte le caratteristiche e le responsabilità di un educatore che lavora con bambini e ragazzi.

Tutto questo fa in modo che anche il rapporto tra i bambini si sviluppi in modo speciale, perchè invece di combattersi imparano a lavorare insieme ed ad avere fiducia l'uno nell'altro, dal momento che fanno cose che nella vita quotidiana - cui sono abituati - potrebbero sembrare quantomeno “curiose”.

I punti che sono alla base del valore pedagogico di questa attività sono:

  • Gioco ed apprendimento attivo: il Circo è gioco in movimento ed attraverso il movimento i bambini conoscono meglio se stessi e gli altri, sviluppando i propri potenziali.
  • Responsabilità e socievolezza: il lavoro del Circo chiede ad ognuno una grande responsabilità verso se stesso, verso gli altri e verso gli attrezzi usati.
  • Tolleranza e sensibilità: il Circo ci rende sensibili alle nostre esigenze ed a quelle degli altri. L'esperienza di un Circo fa in modo che tutti vengano accettati e che ciò che viene ritenuto un difetto diventi una qualità.
  • Crescere sui propri errori: il Circo aiuta a decondizionare le sovrastrutture in cui esiste l'errore dal momento che dall'errore nasce sempre il superamento di molte difficoltà.
  • Comunicazione e creatività: in queste attività la comunicazione diventa universale e le idee dei bambini vengono rispettate perché essi devono vivere ruoli diversi dal solito: devono inventare il numero e non devono essere gli adulti a dirigerli.
  • Applicazione e concentrazione: il Circo richiede e favorisce un'applicazione ed una concentrazione continua. Attraverso le arti circensi e la disciplina che esse richiedono, i bambini imparano meglio ad usare il cervello, ma anche a rilassarsi nei momenti di stress. Gli effetti positivi di tutto questo facilitano anche l'apprendimento di contenuti e tecniche nelle materie tradizionali.

Stimolati con differenti tecniche, si identificheranno con alcune figure chiave del Circo, inventando il proprio personaggio e scoprendo il piacere di essere se stessi con ironia.

Intendiamo approfondire ulteriormente la Giocoleria, quella sfera del gioco, fatta di piccoli attrezzi da manovrare con destrezza, che richiede dedizione e concentrazione e che suscita sempre quella sorprendente meraviglia in chi riesce nell'intento e in chi assiste, come è stato chiaramente dimostrato proprio nel corso della Colonia Estiva 2007 ("La Carovana Giocolosa").

Questo metodo ludico attiva e sviluppa da una parte abilità sociali (capacità ad interagire senza inibizione, accettazione dell'altro, capacità di collaborare per raggiungere obiettivi comuni), e dall'altro promuove lo sviluppo di competenze meno visibili ma ugualmente significative per una crescita sana ed equilibrata.

La giocoleria, infatti, richiede in modo implicito, senza caricare il bambino dell'ansia da prestazione, l'impiego di funzioni cognitive fondamentali per l'organizzazione psichica, per la salute mentale e per una soddisfacente interazione con l'ambiente e le persone.

Tutti i bambini che nel corso della nostra esperienza si sono avvicinati alla Giocoleria ne hanno tratto enormi benefici, ed hanno fortemente migliorato il loro senso di autostima oltre che la loro capacità di relazionarsi con gli altri in maniera sempre più positiva.

Visto, inoltre, l'interesse dei bambini manifestato durante gli incontri con gli operatori dell'Associazione V.I.P. (“Viviamo In Positivo”) quelle splendide persone che usano il loro tempo per rallegrare le corsie degli ospedali utilizzando il benefico aspetto terapeutico che la figura del clown riveste (“clown-terapia”), si continuerà a dare particolare evidenza anche allo studio della figura del Clown.

Egli si occupa di tutto, cerca di essere tutto per avvicinarsi a tutti, vive della presenza degli altri e si nutre dell'emozione del mondo; affronta la vita attraverso un percorso parallelo, guardando le cose da angolazioni non considerate da nessuno, e questo è il segreto della sua magia.

Il percorso di avvicinamento al clown darà agli educatori un'ulteriore possibilità di esplorare materie e metodi differenti: esercizi sull'emozione si abbinano a quelli d'ascolto sul gruppo, e con facilità si può passare al lavoro sullo stravolgimento della realtà, perché il clown è tutto questo ed anche oltre.

In queste situazioni i ragazzi hanno la possibilità per una volta di non essere costretti a stare in silenzio ad ascoltare per poi eseguire i compiti giusti, ma di alzarsi e di parlare per fare liberamente la cosa “sbagliata”.

Far conoscere meglio ai bambini la figura del clown, in tutte le sue sfaccettature, rappresenta per noi un metodo per proteggere la loro emotività repressa da un sistema che li vuole iperattivi, con personalità spiccata, felici e vincenti “ad ogni costo”.

Bambini sempre più spesso vittime di una scuola soggiogata da impreparazione e da un bullismo imperante, specchio della società in cui viviamo, dove si confonde l'arroganza e l'aggressività con il carisma e la personalità.

Attraverso le arti espressive - mimo, clowneria, recitazione - continueremo ad insegnare loro ciò che la società contemporanea sta dimenticando: il gioco, perchè soltanto mentre gioca l'individuo è creativo!

Nel corso delle attività invernali acrobazie ed evoluzioni rappresenteranno un altro aspetto di particolare rilievo. Nell'avvicendarsi degli allegri, ma allo stesso tempo impegnativi, pomeriggi trascorsi insieme, i bambini prepareranno le esibizioni che si susseguiranno nel corso di questa loro “stagione artistica” (ad esempio: “il Circo di Babbo Natale” o “il Carnevale Giocoloso”).

Come visto per la giocoleria, attraverso il lavoro sul corpo e le sue forme espressive i bambini prenderanno coscienza delle proprie originali potenzialità psicofisiche, stimolati in maniera semplice ed efficace con esercizi di riscaldamento, ritmici, di rilassamento, di relazione con lo spazio e con gli altri.

Osservando le numerose forme di comunicazione dei bambini, notiamo infatti che convivono sempre due aspetti: uno verbale, che si esprime attraverso il linguaggio, ed uno relazionale, dato dal tono dei gesti e dall' espressività corporea.

Da qui l'importanza di incoraggiare la comunicazione attraverso il corpo, riconoscendo antiche forme di incontro con l'altro, la disponibilità ad abbandonarsi a trasmettere l'energia allo stato puro, energia che esprime ciò che semplicemente si è.

I bambini saranno adeguatamente guidati ed assistiti nell'affrontare ogni nuovo esercizio per garantire loro la massima sicurezza da esperti di educazione motoria, che cureranno i loro allenamenti e li guideranno, in modo personalizzato, in questa ricerca della loro armonia corporea.

Un ulteriore aspetto che ha suscitato un certo interesse nei bambini, e che perciò si intende approfondire, è la magia, intesa come strumento per aiutare i bambini a scoprire il Mago che c'è in ognuno di loro.

Il risultato che in breve tempo raggiungeranno li ripagherà della fatica fatta per imparare: con dei piccoli trucchi di illusionismo, ad esempio, potranno essere in grado di intrattenere e divertire gruppi di amici in incontri casalinghi o in occasioni particolari.

Oltre ad essere affascinati dai giochi semplici e dall'uso di oggetti colorati, per i bambini il divertimento consiste nell'esibizione ma, ancor più, nella preparazione dei loro personali “effetti speciali”.

Da mettere in particolare rilievo sono i benefici che da esperienze del genere possono trarre i ragazzi diversabili (perlomeno in alcuni casi) ed i ragazzi problematici, con disturbi del comportamento o dell'apprendimento.

Le abituali attività didattiche, infatti, creano malumore ed inibiscono il desiderio di imparare dei ragazzi problematici perché essi, invece di vedere confermate e valorizzate le loro capacità, potrebbero iniziare a sentire il “pericolodi sbagliare o di non fare bene.

Questa è una dinamica emotiva che non si manifesta, ad esempio, nella giocoleria, proprio per la natura del sistema di apprendimento: gli esercizi vengono illustrati sempre per gradi molto piccoli, i movimenti da ripetere sono semplici, ed è necessario essere molto chiari nella spiegazione di ogni gesto.

Ad ogni bambino, a seconda delle proprie peculiarità, saranno fornite le adeguate informazioni che gli permetteranno subito di rendersi conto che ha compreso bene il messaggio, e quindi di eseguire dapprima i movimenti semplici ed in seguito ad integrarli nelle sequenze più complesse degli esercizi.

La loro gratificazione non sarà così relativa “unicamente” al raggiungimento dell'ultimo obiettivo, ma riguarderà ogni singola tappa di avvicinamento ad una meta che peraltro è sempre mobile.

Lavorare con queste metodologie, che ricordano per modelli una sorta di "teatro-terapia", vuol dire operare sulle molte sfaccettature che ci compongono come individui, sulle parti a noi sconosciute e su quelle che rifiutiamo di riconoscere, per disparati motivi.

Nel corso delle attività accompagneremo i ragazzi per mano in questo mondo incantato, insegneremo giochi di facilissima esecuzione e costruzione e daremo loro le istruzioni necessarie per ripeterli con materiale di facilissima reperibilità e di basso costo (stoffa, colori, forbici, nastri, bottoni, bicchieri di plastica, cartoncini colorati, colla, ecc…).

Progetteremo così, insieme a loro, i laboratori per la realizzazione di tutto quello che utilizzeranno nelle “performances”, dai trucchi agli abiti, dalle musiche alle scenografie, facendo in modo di stimolare la loro fantasia anche nell'ideazione e nella realizzazione degli eventi nei quali avranno quindi la possibilità di metterli in mostra.

torna su

Visita la galleria fotografica!