Introduzione

Nel corso della nostra esperienza come educatori ci siamo spesso trovati a confronto con bambini ed adolescenti che manifestavano, con modalità diverse, problematiche relative alla loro crescita e che si esprimevano sostanzialmente in un vissuto di disagio che spesso interessava diversi ambiti della loro vita.

Ci siamo resi conto che motivazioni e intrecci causali si rivelano spesso difficili da definire in maniera lineare, dal momento che le variabili in gioco sono sempre molteplici, alcune legate alle caratteristiche e alla storia personale del ragazzo, altre di natura interna all'istituzione scolastica ed alla famiglia, altre ancora di tipo socioculturale.

Con questo nostro progetto cerchiamo quindi di dare risposte concrete al fenomeno del disagio, intendendo con questo termine una condizione che si manifesta soprattutto e in particolare all'interno della vita del ragazzo sul piano relazionale, comportamentale e degli apprendimenti e non necessariamente riconducibile a specifiche cause di tipo psicopatologico, mettendone in evidenza la complessità.

 

Perché un Centro Studi

In una situazione socio-economica come quella della nostra città, che presenta un notevole numero di casi di disagio sociale e una certa carenza di servizi, è sempre stata fortissima l'esigenza di creare un Centro che diventi un concreto supporto per le famiglie e che si prenda cura dei bambini e degli adolescenti in età scolare, soprattutto in quei casi in cui la scuola, la famiglia e i servizi già esistenti non riescono a trovare risposte soddisfacenti anche a causa di una certa arretratezza metodologica nell'approccio al problema del disagio giovanile.

Dagli ultimi sondaggi effettuati dal MIUR, inoltre, emerge che un numero sempre più elevato di ragazzi prova nei confronti della Scuola un forte senso di rabbia in quanto non la considera rispondente alle proprie necessità e questo di solito genera la dispersione scolastica. Purtroppo, come emerge dagli studi suddetti, è la scuola stessa, in molti casi, a generare tali fenomeni dal momento che centra ancora la programmazione educativa e didattica sull'insegnamento e non sull'apprendimento, e spesso valuta i ragazzi solo sulla base delle capacità di memorizzare e ripetere informazioni.

E' indispensabile a questo punto individuare nuove strategie di intervento partendo dalle esigenze dei bambini e degli adolescenti, ed osservando i drammi che coinvolgono e sconvolgono il loro microcosmo oltre alla complessità delle manifestazioni individuali, esistenziali, relazionali e sociali che danno la possibilità di costruire un percorso di recupero sulle risorse che ciascuno porta con sé.

Oggi, infatti, molti giovani sono bisognosi di aiuto in quanto sembrano incapaci di pensare al proprio futuro in maniera positiva e di costruirlo in maniera libera dai condizionamenti e dalle strade obbligate che, a volte, portano alla criminalità.

Il disagio scolastico, in particolare, è un aspetto del disagio giovanile, che può manifestarsi con varie modalità, tra cui comportamenti di disturbo in classe, irrequietezza, iperattività, difficoltà di apprendimento e di attenzione, difficoltà di inserimento nel gruppo, scarsa motivazione, basso rendimento, abbandono, dispersione scolastica.

Vi sono coinvolte variabili personali (ad es. l'autostima, l'autoefficacia, componenti cognitive, ecc..) e variabili contestuali e relazionali (ad es. l'ambiente di vita, l'ambiente scolastico, il rapporto tra l'alunno e l'insegnante, tra la famiglia e l'insegnante) e a seconda del grado di coinvolgimento possiamo parlare di disagio ad origine interna al soggetto e disagio ad origine esterna al soggetto anche se in realtà i confini non sono mai così netti e definiti, bensì sfumati e mutevoli.

Dal momento che il tipo e la qualità delle relazioni influenzano il funzionamento della persona stessa, le situazioni di disagio scolastico non sono da trattare come problema dell'alunno ma come una condizione di difficoltà di tutti i componenti del sistema di cui il ragazzo è parte.

Tra le principali manifestazioni del disagio a scuola troviamo:

  • Difficoltà di apprendimento
  • Disinvestimento/flessioni del rendimento
  • Difficoltà relazionali/emozionali
  • Apatia

Questi aspetti vanno a influenzarsi reciprocamente e si intersecano alle variabili di partenza andando a determinare una situazione di circolarità che acuisce il vissuto di disagio del ragazzo. Di nuovo, dunque, risulta evidente la complessità del fenomeno, la reciproca influenza delle variabili in gioco non solo nel senso delle loro possibili interconnessioni ma anche nel loro essere determinate dalle stesse situazioni di disagio in una circolarità che rende difficile, spesso, definirne i confini causali.

Troviamo, inoltre, manifestazioni sommerse di disagio in cui esso si manifesta non solo nelle forme esplicite ed eclatanti di una particolare condotta problematica o trasgressiva ma anche nelle forme più sommerse e invisibili di sofferenza interiore, di assenze, di silenzi e scarso coinvolgimento.

Da quanto detto precedentemente, emergono alcuni fattori di rischio sui quali è necessario andare ad agire per attuare una efficace prevenzione del disagio ai vari livelli di intervento.

Il primo passo di una prevenzione deve essere allora una attenta osservazione per saper riconoscere il disagio e saper riconoscere le situazioni a rischio di disagio.

Altri momenti fondamentali per una efficace strategia preventiva sono poi lo sviluppo di un sistema di rete tra famiglia, scuola, servizi e territorio per un coerente e integrato intervento rispetto alle problematiche giovanili generali e specifiche.

Sono dunque molteplici le linee di intervento per prevenire e far fronte al disagio, così come molteplice è la natura stessa del fenomeno.

L'ottica in cui porsi, a nostro avviso, deve tenere conto della complessità delle variabili che si vengono ad attivare e delle modalità sempre specifiche e soggettive con cui si intersecano, influenzano e manifestano e che inducono a considerare il disagio non solo come un problema del singolo individuo, bensì come una condizione che appartiene all' intero sistema di vita in cui il ragazzo è inserito.

E' l'intero sistema, allora, che deve essere preso in considerazione se si vogliono portare avanti interventi di prevenzione, rilevazione e recupero che siano efficaci.

 

Dati generali del progetto

L'Associazione Il Giglio, di concerto con la Fondazione Lucifero, ha così avviato la realizzazione di un Centro Studi per bambini ed adolescenti, con lo scopo di attenuare o rimuovere le cause del loro disagio, scolastico e non, che spesso rappresenta il primo passo verso la dispersione e, in alcuni casi, la devianza.

Crediamo, infatti, che un intervento integrato nei contenuti e nei metodi possa provare a suggerire risposte e a costruire mentalità positive e responsabili.

Per questo, gli obiettivi del progetto sono i seguenti:

  • Recuperare situazioni di disagio e dispersione scolastica;
  • Sviluppare metodologie educative tendenti al recupero delle difficoltà scolastiche con percorsi individualizzati;
  • Promuovere l'apprendimento attraverso l'esperienza laboratoriale;
  • Favorire il processo di socializzazione ed integrazione nel gruppo dei pari;
  • Promuovere l'autonomia e l'autostima;
  • Attenuare, almeno in parte, le difficoltà di carattere socio-ambientale che ostacolano la crescita;
  • Offrire punti di riferimento e precisi percorsi di crescita necessari per evitare devianza sociale;
  • Favorire l'integrazione sociale di soggetti diversamente abili, svantaggiati o immigrati.

L'obiettivo primario è quello di unire bambini che provengono da esperienze diverse e con varie forme di disagio per trovare nella loro integrazione gli spunti per superare gli ostacoli e, quindi, le differenze.

Proprio questo obiettivo è promosso e divulgato dalla Convenzione dell'ONU e dalla Commissione Educazione dell'Unesco, che sanciscono i diritti che devono essere riconosciuti e garantiti a tutti i minori, anche perché assumere i bambini e le loro differenze come parametri di cambiamento significa pensare ad una società più adatta a tutti i cittadini.

La principale ricaduta sociale di questo progetto è rappresentata dalla promozione di un nuovo modello nella gestione del tempo dell'infanzia e dell'adolescenza, in cui viene messa in risalto la dimensione educativa in compartecipazione con nuovi metodi pedagogici allo scopo di instillare nei bambini la percezione che l'ambiente necessita anche del loro aiuto e delle loro idee e che ciò sarà possibile trasformando le informazioni acquisite in comportamenti corretti.

Si tratta di costruire processi personalizzati e capaci di andare incontro ai bisogni, soprattutto quelli che causano strappi sociali, per promuovere lo sviluppo di competenze che permettono ai singoli e alla comunità di riconoscersi reciprocamente nella sperimentazione e costruzione di nuove relazioni.

Questi processi personalizzati poggeranno la propria metodologia sulla promozione della persona in un percorso di vita che tenda alla consapevolezza, alla fiducia, all'autostima, ad accrescere il senso civico, come pure alla valorizzazione delle risorse individuali e familiari.

Questo progetto è, in sostanza, l'espressione del modo in cui la nostra Associazione vuole promuovere un concetto di Educazione intesa come il comunicarsi di un modo di vivere la realtà, come un incontro che diviene esperienza comunitaria, come la capacità di cooperare, compartecipare, condividere, donare, perdonare.

Secondo noi educare vuol dire, infatti, chinarsi sulla persona, osservarla, conoscerla e definire attività pertinenti al processo di crescita che colgono lo specifico, il peculiare, il tesoro che è nascosto in ognuno sotto forma di attitudini personali e competenze conseguibili dal momento che ogni bambino ha bisogno di crescere e maturare ma ciascuno pretende una via personale e specifica alla crescita ed alla maturazione.

Il Centro Studi prevede due grandi aree di intervento che, sebbene necessariamente coordinate tra loro, perseguono ognuna degli obiettivi specifici:

1a Area - Attività di apprendimento

2a Area - Laboratori educativo/didattici:

    • Laboratorio del Sapere
    • Scuola di Piccolo Circo
    • Laboratorio dell'affettività e della solidarietà

 

1a AREA

Attività di apprendimento

Quest'Area ha come obiettivo prioritario quello di creare un contesto in cui gli educatori (con una precisa conoscenza degli obiettivi da raggiungere) lavoreranno a stretto contatto con i ragazzi, partendo dall'analisi delle loro difficoltà e utilizzando, in piccoli gruppi, metodologie innovative centrate sull'apprendimento, per raggiungere dei risultati sia dal punto di vista didattico che da quello relazionale. Perché ciò avvenga sarà necessario attrarre l'attenzione dei ragazzi con attività formative affascinanti ed innovative e particolarmente indicato in questo senso è l'utilizzo delle nuove tecnologie: computer, videotape, realizzazione di plastici con ricostruzioni di periodi storici e ambienti geografici, filmati, ecc.

La necessità di rendere sempre più efficiente ed incisivo l'apprendimento, stimolerà la ricerca di nuove soluzioni e modalità organizzative nei vari gruppi che, di volta in volta, saranno gruppi elettivi, di compito e di livello in base agli obiettivi che si intendono raggiungere.

La creazione di gruppi di studio permette di verificare in modo individualizzato quale sia il grado di successo della sperimentazione educativa.

Il fine che si vuole raggiungere è rappresentato da un apprendimento significativo e costruttivo che è possibile ottenere rispondendo in modo appropriato alle esigenze di individualizzazione, mirando alla risoluzione di specifici problemi di apprendimento ed utilizzando al meglio la naturale spinta all'apprendimento degli alunni.

All'interno di questi gruppi, quindi, si articolano percorsi educativi personalizzati che poggiano la propria metodologia sulla promozione della persona verso la consapevolezza, la fiducia e l'autostima, per fornire a ciascun bambino un percorso adeguato alle caratteristiche individuali, all'ambiente di provenienza, alle potenzialità profonde e latenti ed al suo essere protagonista di risposte personali.

A volte il ritardo scolastico che alcuni ragazzi accumulano, infatti, rende incolmabile, all'interno della scuola, il divario di conoscenze rispetto ai coetanei, e per questo motivo nei gruppi di studio si ricomincerà dalle nozioni più semplici in modo che i ragazzi possano riavviare il loro processo di apprendimento attraverso la stimolazione del piacere di imparare. I percorsi saranno dinamici, non esclusivamente sequenziali, ma ricorsivi a spirale, con metodologie e verifiche condivise in più aree disciplinari.

Si stimolerà, inoltre, un approfondito lavoro sulla motivazione allo studio, attraverso discussioni di gruppo ed altre forme di partecipazione attiva, con lo scopo di portare i ragazzi a riconoscere l'importanza di essere motivati al successo scolastico da fattori personali piuttosto che esterni.

Si cercherà di creare intorno ai ragazzi, un clima che servirà a promuovere, per e con loro, la ricerca di risposte che stimolino lo sviluppo in tutti gli ambiti della propria realtà personale, favorendo l'emergere e lo strutturarsi di un “io” maturo, equilibrato e capace di autoaffermazione positiva e costruttiva.

Le attività, grazie alle quali si cercherà di sostenere e promuovere la crescita dei ragazzi in modo che ognuno di essi possa realizzare in maniera sempre più adeguata le proprie peculiari ed inalienabili attitudini, saranno costantemente registrate, monitorate e riformulate in base al gradimento ed alla risposta dei partecipanti.

I risultati attesi in relazione a quest'Area del Centro Studi sono di carattere educativo-didattico.

Educativo perché, attraverso l'acquisizione di un metodo è, secondo noi, possibile prevenire il disagio e la dispersione scolastica e sviluppare nei bambini e negli adolescenti una maggiore conoscenza di sé, dei propri limiti e delle proprie attitudini.

Didattico perché il percorso è finalizzato a motivare i ragazzi allo studio per favorire l'apprendimento dei contenuti disciplinari. Riteniamo, infatti, che di fronte alla necessità di “facilitare l'apprendimento”, la risposta non stia nell'abbassamento degli obiettivi o nella riduzione degli argomenti da insegnare, quanto invece nel fornire ad ogni allievo una serie di strumenti pratico-operativi.

 

2a AREA

Laboratori Educativo/Didattici

La creazione di una serie di laboratori educativo/didattici permettono ad ogni ragazzo di stimolare tutte le parti della personalità, di essere protagonista attivo all'interno del lavoro complessivo, di essere accettato e supportato nelle relazioni interpersonali con comprensione e sostegno.

I laboratori, che hanno lo scopo di ricondurre manualità e corporeità intelligente dentro la prassi dell'apprendimento, con indubbi vantaggi educativi e didattici, rispondono al principio della concretezza, dell'operatività e dell'attivismo.

I laboratori, all'interno di questo progetto, non sono cioè intesi solo come spazio fisico strutturato o come attività pratiche.

Laboratorio è soprattutto metodo di lavoro, è ricerca, è percorso attivo attraverso il quale invadere qualsiasi campo del Sapere utilizzando tutti i linguaggi possibili, tutte le fonti e tutte le possibili espressioni di comunicazione. Estrapolare un concetto o un argomento, collegarlo ad infinite possibilità e unità di collegamento, vuol dire aprire la mente alla conoscenza, ed incontrare collegamenti e sviluppi impensati, percorsi praticabili ed aperture interdisciplinari infinite.

Laboratorio è pensiero, è elaborazione di un concetto, è apertura ad infinite realizzazioni e trasformazioni.

Usare le attività laboratoriali è un modo per dare creatività e nuova veste al Sapere, scoprire nuove strade e nuovi percorsi, allargare le proprie esperienze per accedere ad altre fonti.

I laboratori educativo/didattici che interessano il progetto Gigliopoli sono:

1) Laboratorio del Sapere

Da tempo siamo ormai convinti della necessità di rivolgersi alla personalità intera del bambino e dell'adolescente per educare allo stesso tempo il suo pensiero, il suo sentimento e la sua volontà, per dargli la possibilità di raggiungere e di formarsi rappresentazioni chiare e giudizi indipendenti.

Approfondire, attraverso attività piacevoli, i vari campi del Sapere umano aiuta a pensare e a sviluppare una forma di pensiero capace di seguire i ragionamenti altrui e fornisce un accesso al mondo perché le rappresentazioni ed i sentimenti che nascono da questi approfondimenti rappresentano anche per un bambino un'ulteriore possibilità di formarsi nuove idee sul mondo e sugli uomini per poi verificarle.

Durante questo laboratorio si prevede di sviluppare attività di approfondimento su:

  • Alfabetizzazione informatica ed attività multimediali
    con lo scopo di favorire l'uso consapevole, ben finalizzato e specificatamente selezionato delle tecnologie informatiche attraverso la creazione di un Giornalino, di una web-radio, di un sito internet e di un piccolo centro di cinematografia
  • Lettura
    creazione di una biblioteca ricca di libri ed audiovisivi interessanti ed adeguati a sviluppare l'amore per la lettura e la curiosità nei confronti del Sapere
  • Musica
    ascolto di musica di vario genere, improvvisazione con strumenti costruiti dagli stessi bambini, musico-terapia, ecc..
  • Arte
    visione di film e dispositive su artisti, studio ed applicazione di tecniche artistiche, ecc..
  • Galleria di Attività Scientifiche
    piccoli giochi basati su fenomeni fisici, reazioni chimiche, osservazioni al telescopio

 

2) Scuola di Piccolo Circo

vedi “ Scuola di Piccolo Circo

 

3) Laboratorio dell'Affettività e della Solidarietà

Oggi i giovani sono più soli e depressi (secondo studi recenti 1 bambino su 4 soffre di depressione), più nervosi ed impulsivi, più rabbiosi e ribelli perché privi di quegli strumenti emotivi indispensabili per dare avvio a comportamenti quali autocontrollo, empatia, consapevolezza.

In questo laboratorio si vogliono condurre i ragazzi, attraverso attività specifiche, a scoprire il mondo degli affetti, a sperimentarlo scrivendo, dipingendo, suonando ed utilizzando attività e linguaggi in modo personale. Raggiungere questi risultati spinge i ragazzi a scoprire la propria personalità, a vivere in modo liberatorio i propri sentimenti e soprattutto a saper convogliare le proprie emozioni in una direzione rassicurante.

Anche la solidarietà è uno dei traguardi più elevati verso cui la società deve tendere perché venga riconosciuta la dignità di ogni uomo e perché si possa civilmente convivere e la diffusione di questa idea può diventare un modello culturale da offrire alle nuove generazioni.

Scopo finale di questo laboratorio è quello di avviare un'azione di supporto, anche di tipo economico, a sostegno di quelle Istituzioni internazionali che si occupano di adozione a distanza di bambini che si trovano in zone ad alto tasso di povertà nel mondo.

Per raggiungere questo obiettivo i ragazzi organizzeranno una serie di eventi ed attività, che permetteranno la raccolta di fondi finalizzati alla solidarietà.

Si trasformerà quindi il tipo di coinvolgimento dei ragazzi che da fruitori della solidarietà diventeranno attori attivi della stessa e svilupperanno la percezione dell'importanza del contributo di ognuno nella creazione di un mondo migliore.

Il Centro Studi vuole corrispondere alla natura diversificata dei bisogni che gli stessi minori esprimono, offrendo la possibilità di compiere esperienze varie e diversificate, con adulti e coetanei.

In tale situazione gli educatori non saranno più solo facilitatori di esperienze didattiche, ma anche osservatori della crescita, esperti nella relazione e consulenti nel caso di dubbi, presenze discrete e disponibili al colloquio, nella ricerca di soluzioni e risposte ai problemi quotidiani dei ragazzi.

L'educatore deve diventare un consigliere con il quale è piacevole parlare, giocare, incontrarsi.

È sicuramente importante la capacità dell'educatore e del servizio di accogliere i bambini in modo personalizzato, facendosi carico delle emozioni loro e dei loro familiari.

L'evoluzione dell'operatività produrrà continue conoscenze e informazioni, stimolerà e verificherà l'attuazione degli interventi, supportando le decisioni circa le strategie da attuare sul singolo caso o nella comunità e si rivelerà elemento importante per la verifica continua dell'intero sistema degli interventi territoriali sul fenomeno del disagio.

 

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