L'importanza del luogo di svolgimento delle attività didattico/educative previste in funzione degli obiettivi del Progetto:

Il Progetto Gigliopoli si svolge all'interno di una villa nobiliare di inizio Ottocento, con annessi magazzini ed ampi giardini, di proprietà dell'Ente Morale Fondazione Barone Giuseppe Lucifero di San Nicolò (Ente Partner).

La struttura in questione è inserita nei terreni della suddetta Fondazione (oltre 50 ettari di vigneti, uliveti e macchia mediterranea) che per giudizio della Comunità Europea, dello Stato e della Regione, costituiscono un bene naturalistico di incomparabile valore, protetto da rigidi vincoli di tutela e recentemente riconosciuto come Sito di Interesse Comunitario (SIC).

L'Area, situata a Capo Milazzo, ha una notevole importanza per gli aspetti naturalistici, paesaggistici e geomorfologici, e per il suo ottimo stato di preservazione ambientale è stata scelta come punto di sosta nei flussi migratori di uccelli come l'airone e le cicogne.

La collocazione dell'iniziativa in questo luogo permette ai bambini di riscoprire il rapporto con i ritmi e le ricchezze della Natura, e di progettare uno sviluppo educativo ecologicamente e socialmente sostenibile, incentrato sul rispetto dell'uomo e dell'ambiente.

 

Centro di Educazione Ambientale

Il Centro di Educazione Ambientale si configura come una struttura di informazione e documentazione sull'educazione ambientale nel territorio intesa come educazione allo sviluppo sostenibile, da affrontare non solo in ambito scolastico, ma in tutto il settore dell'educazione permanente agli adulti.

Il centro si rivolgerà anche a tutto il settore del turismo ambientale, sia nel fornire informazioni, sia nel proporre iniziative e a collaborare insieme agli altri soggetti già impegnati sul territorio.
Il CEA organizzerà seminari, incontri con le associazioni, gli insegnanti, gli studenti; coordinerà una serie di escursioni guidate sul territorio
al fine di promuovere e diffondere la conoscenza dell'ecosistema mediterraneo, delle sue caratteristiche e delle sue peculiarità.
Allo scopo di perpetrare tale compito istituzionale verranno proposti programmi di conoscenza dell'ambiente costiero per fornire gli elementi di base per l'interpretazione degli equilibri che regolano un ecosistema, integrando i metodi classici di analisi della ricerca d'ambiente (rilievo di parametri ambientali, campionamento di fauna e flora, elaborazione lungo transetti, ecc.) con tecniche di approccio più ludico-emotivo.
Inoltre, ci si prefigge di realizzare delle "aule laboratorio": spazi in cui verrà predisposto tutto ciò che può risultare necessario alla trattazione teorica e alle attività di laboratorio (lavagne, sistemi di proiezione multimediale, unità informatiche, attrezzature per microscopia, kit per l'analisi delle acque ed una piccola biblioteca scolastica).
Le aule saranno dotate di materiale bibliografico, con materiale relativo all'Educazione Ambientale, al turismo responsabile, al territorio
.

Il CEA articolerà le sue attività tra un “centro visite” (sala espositiva nella quale allestire un percorso virtuale multisensoriale alla scoperta degli ambienti mediterranei attraverso diorami didattici, video e postazioni multimediali che testimoniano la biodiversità della Sicilia) e gli spazi esterni (con la funzione di vere e proprie “aule all'aperto”, che coniughino l'idoneità all'attività didattica con le notevoli caratteristiche naturali del sito).

Esso avrà i seguenti scopi e finalità:

  • divulgativo-educativo per migliorare la conoscenza della biologia e dell'ecologia oltre che educare al rispetto e alla tutela degli ambienti naturali
  • favorire la diffusione di una conoscenza e coscienza sull'importanza della biodiversità e dello sviluppo sostenibile, a partire dalla conoscenza dei SIC più vicini alla comunità di appartenenza
  • sensibilizzare e promuovere nella comunità scolastica il riconoscimento del valore del patrimonio naturale locale come elemento caratterizzante della propria identità
  • valorizzare e promuovere le attività umane capaci di mantenere e incrementare la presenza di elevati standard di biodiversità

Le attività didattiche del CEA saranno finalizzate a:

  • l'ampliamento delle conoscenze dei siti (mappatura di specie e habitat, stato di conservazione del sito anche con analisi dei singoli comparti acqua- aria- suolo, presenza di possibili fattori di perturbazione del sito, documentazione fotografica della presenza di determinate specie animali e/o vegetali, predisposizione di schede di rilevamento ecc.)
  • la valorizzazione e fruizione compatibile con le esigenze di conservazione dei singoli siti (analisi di percorsi natura, postazioni di webcam, ecc.)
  • proposte gestionali (analisi degli utilizzi attuali dei siti, individuazione di fattori critici, proposte di intervento, indagini conoscitive sulla percezione dei siti da parte della popolazione locale ecc.)
  • attività di recupero (pulizia, esperimenti pilota e circoscritti su potenziamento della presenza di specie e habitat ecc.)
  • la progettazione e realizzazione di strutture didattico-informative e di fruizione (sentieri-natura, sentieri escursionistici, sentieri archeologici-naturalistici); studi e censimenti floristici e faunistici, monitoraggi ambientali; restauro e ripristino ambientale; organizzazione turistica di soggiorni naturalistici; attività di educazione ambientale e formazione, ideazione e coordinamento di attività educative, campi didattici e settimane verdi; progettazione e realizzazione di giardini didattici; produzione e realizzazione di reportage, servizi fotografici e videografici, stampa e pubblicità; attività pubblicitaria ed editoriale.

Alla loro conclusione, tali attività produrranno materiale comprovante le attività svolte in formati idonei alla diffusione sia in un sito internet, sia durante un evento conclusivo divulgativo dell'intera iniziativa che mediante materiale informativo vario (manifesti, mostra fotografica, Cd-Rom, ecc…).

Potrebbero venirsi a creare nuove opportunità di lavoro, per laureati, per tecnici ed operatori di vario tipo

Per conoscere un territorio bisogna viverlo, quale occasione migliore di scoprirlo attraverso passeggiate lungo i sentieri, conoscere la sua storia, la sua natura, i suoi luoghi attraverso la coinvolgente esperienza di un'escursione.

I sentieri aiuteranno nella scoperta e nell'interpretazione del territorio e delle sue infinite sfaccettature: gli animali, le piante, le rocce, le tracce dell'uomo, sono piccole tessere di un grande mosaico in grado di raccontare un pezzo di storia del patrimonio naturale e culturale del territorio.

Molti dei sentieri potrebbero essere percorribili in tutti i periodi dell'anno, anche in bicicletta o a cavallo, offrendo per ogni stagione uno spettacolo diverso.

 

Il Sentiero Naturalistico

Per quanto riguarda la realizzazione del sentiero naturalistico, l'intervento vuole prevedere i seguenti aspetti:

  • il ripristino ed il completamento del percorso naturalistico, consentendone la fruizione per circa tre quarti ai portatori di handicap;
  • la realizzazione di opportune aree di sosta;
  • la creazione di aree per sperimentazione didattiche e culturali.

La traccia del percorso naturalistico è, fondamentalmente, già esistente. Esistono vari accessi custoditi e segnati da altrettanti cancelli: uno su Via Fontanella Paradiso, uno su Via S. Antonio vicino agli edifici della Fondazione Lucifero.


Pianta indicante l'area SIC e le zone di pertinenza del sentiero naturalistico
(clicca per ingrandire)

In prossimità di Piazza S. Antonio, in posizione all'incirca baricentrica fra la Baronia e il Faro, esiste un altro accesso non custodito, che consente l'ingresso libero al percorso. Qui, per un tratto ampio circa 60 mt, il sentiero attraversa una porzione di uliveto spesso usata impropriamente come parcheggio, si snoda fino al faro e prosegue poi fino all'estrema punta del promontorio.

Dalla sommità del faro: verso la Baronia e Milazzo,
con vista dei golfi di Milazzo e Patti
Scorcio dell'estremo del promontorio

Dall'ingresso posto nelle prossimità del complesso architettonico dei Lucifero è ovviamente possibile accedere anche agli edifici, che costituiscono una tappa “architettonica” dello stesso.

Tre quarti del tragitto, dalla Baronia fino al Faro, si snoda costeggiando gli estesi vigneti e attraversando gli antichi oliveti del fondo, con un ricca alternanza di luoghi d'ombra e soleggiati, di rigogliosa macchia spontanea e squarci di paesaggio. Inoltre, il percorso costeggia per alcune parti la parte sommitale dello strapiombo, sottoposto a tutela e denominato “Sito di Interesse Comunitario” (S.I.C.).

In prossimità di Punta Mazza, due salti di quota fanno impennare le pendenze.

I due salti di quota presenti lungo il percorso

Da qui, il tracciato naturalistico prosegue lungo la scogliera fino al Faro punto in cui il sentiero perde la sua continuità, per dividersi in “due” piste. Una più impervia, che affronta la risalita del cocuzzolo del Faro, per poi costeggiare l'area del Demanio marittimo. L'altra, che attraversa impropriamente una serie di proprietà, consentendo di arrivare dal lato opposto del Faro e proseguire per l'estrema punta del Promontorio.

Il laghetto salato di Punta Messinese

Esiste, di seguito, come tratto conclusivo di questa promenade verso l'estremo di Capo Milazzo, una ulteriore discesa a mare che conduce alla spiaggia di Punta Messinese, resa più suggestiva dalla presenza di un laghetto salato e dalle rocce sagomate dall'erosione delle onde. La gran parte del percorso si snoda, aprendo visuali panoramiche che abbracciano il Golfo di Patti e le Isole Eolie.

 

Metodologia di intervento che si intende adottare

I principi generali adottati nel progetto Gigliopoli, sono innanzitutto ispirati al rispetto dei valori ecologici, ambientali e culturali del sito. Inoltre, sono state prese in considerazione le esperienze internazionali in merito alla progettazione del paesaggio degli ultimi anni, filtrate attraverso i parametri di un approccio sostenibile oramai non più procrastinabile: sono stati utilizzati, infatti, materiali naturali, per lo più locali, e tecniche di intervento non invasive.

Si è prestata molta cura ed attenzione alla lettura dei dati dell'esistente, che si intende valorizzare e “completare” nelle parti e nei modi successivamente meglio specificati.

In tal senso, il progetto, prima di aggiungere, si preoccupa di sottrarre; di rimuovere e risarcire le parti del complesso sistema in questione, danneggiate o sfregiate dall'incuria e dall'uso spregiudicato che ne è stato fatto in passato.

Per quanto riguarda gli spazi aperti e il percorso naturalistico, il progetto sarà rivolto a consolidare e salvaguardare i luoghi a rischio di erosione, a valorizzare ed attrezzare alcuni luoghi di sosta “già esistenti” lungo il sentiero, che aprono naturalmente la vista al paesaggio delle Isole Eolie.

L'intervento sarà condotto nel massimo rispetto di flora e fauna esistenti, privilegiando l'uso di tecnologie sostenibili e di materiali a basso impatto ambientale .

In particolare, per circa tre quarti del suo sviluppo, dall'ingresso dalla Baronia fino a Punta Baldassarre, si prevede la fruizione per i portatori di handicap.

Il complesso architettonico/paesaggistico su cui s'interviene, costituisce un luogo simbolico per la cittadinanza, una Porta del paesaggio per le Isole Eolie.

Una cerniera di grande valore paesaggistico fra i golfi di Patti e di Milazzo, a cui ciascuno nelle varie generazioni è solito ricondurre la generazione successiva, quale insegnamento e memoria di una parte di natura e di architettura che ancora conserva i caratteri originari mediterranei.

Su indicazione della committenza, dunque, si intende ristrutturare il percorso naturalistico al fine di valorizzare questo sito come polo culturale del territorio, non solo per i caratteri di bene storico dell'immobile e le valenze paesaggistiche del suo intorno, ma anche per il valore sociale che questa operazione può mettere in atto.

Il progetto prevede di inserire il sentiero esistente in un programma di esplorazioni che non siano solo delle semplici passeggiate all'aria aperta, trasformandolo in “percorso”.

Di conseguenza, i vari e suggestivi scenari paesaggistici devono essere offerti come proposte connesse e coadiuvate da altri elementi della cultura locale.
Le potenzialità agricole e paesaggistiche del luogo permettono, infatti, di organizzare lungo il sentiero esistente un percorso didattico, individuando alcune “aree tematiche” e potenziando alcune aree di sosta/belvedere.

Buona parte del percorso, comprese aree tematiche e aree di sosta, sarà fruibile agevolmente e offrirà l'occasione per organizzare attività didattiche pratiche e/o teoriche con i bambini e anche con i disabili.

 

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